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13° Memorial Biaggi per assistenti ed igienisti dentali
Palacongressi di Rimini (Ex Fiera)
17 - 18 ottobre 2003
› Elenco sponsor |
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| Resoconto del 13° Memorial Biaggi |
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13° Memorial Biaggi per assistenti ed igienisti dentali |
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Ancora una volta si è registrato il tutto esaurito in sala al Memorial Biaggi di Rimini. Ancora una
volta Assistenti ed Igienisti hanno dimostrato di apprezzare il programma proposto dagli organizzatori.
Un plauso quindi a tutti i relatori che sempre sanno suscitare tanto interesse e non scordiamo di rivolgere
un sentito grazie a Dental Trey, impeccabile sponsor e coordinatore di giornate così fitte e impegnative.
Tutti hanno sottolineato l’innovazione dell’iscrizione on-line e della conseguente snellezza delle procedure
in sede congressuale. Complimenti ancora ai Sig.ri Coli.
La prima giornata è stata interamente gestita dal "gruppo Guastamacchia", così composto: il Prof. Guastamacchia,
la Dott.ssa Ina Guastamacchia con il Dott. Vaccarone, il Prof. Tosolin e l'Igienista Viviana
Cortesi Ardizzone. Insieme hanno sviluppato un argomento oggi più che mai attualissimo: "La comunicazione nello
studio odontoiatrico. Perché, quando, dove, come e cosa comunicare".
Il Prof. Carlo Guastamacchia, grande comunicatore, ha spiegato l'importanza della comunicazione verbale e non
solo verbale, come strumento fondamentale della nostra professione per innescare il meccanismo del coinvolgimento,
della motivazione e della fidelizzazione del paziente allo studio. Ha anche sottolineato l'assoluta necessità di un gioco
di squadra omogeneo e unidirezionale per lo sviluppo e la diffusione della prevenzione tra i pazienti.
Il Prof. Fabio Tosolin, psicologo, specialista nel ramo della comunicazione, che ha reso la sua relazione congressuale
dai contenuti psicologici profondi un vero e proprio garbato "show" accattivante e coinvolgente il pubblico in sala.
"Quando, dove e come comunicare": come parlare di psicologia in allegria attraverso aneddoti, tratti da scene di vita quotidiana
di alta efficacia. La qualità delle prestazioni cliniche non è mai immediatamente percepita dal paziente che non possiede elementi
di valutazione e di giudizio in proposito razionali o comparativi.
Il giudizio sull'adeguatezza e sulla qualità delle cure ricevute è fortemente condizionato dall'osservazione dei comportamenti del
team, dall'organizzazione degli ambienti extra-clinici. La comunicazione deve essere gestita attraverso i vari media vocali, gestuali
e mimici, telefonici e informatici, cartacei, adeguati alle diverse tipologie di pazienti. Quest'ultimo argomento, vale a dire, i
mezzi tecnici e tangibili della comunicazione, è stato ampiamente sviluppato dalla Dott.ssa Ina Guastamacchia e dal Dott.
Vaccarone.
È stata presentata una dettagliata successione della modulistica che accompagna routinariamente il paziente a partire dal
libretto di presentazione dello studio, dall'accoglienza ed anamnesi, all'esame obiettivo, al piano di cura con preventivi,
alla terapia, per arrivare alla fine della terapia. Utile l'utilizzo di questionari di valutazione dello studio pre-cura e fine
cura, che devono essere compilati a cura del paziente. Questi mezzi, unitamente a presidi di comunicazione più sofisticati, come
la video camera, hanno lo scopo di favorire il contatto umano e professionale, e lo scambio di informazioni tra il team e il
paziente.
L'Igienista del Prof. Guastamacchia, Viviana Cortesi Ardizzone, docente nel corso di Laurea per Igienisti
dell'Università di Brescia, ha chiuso il cerchio della comunicazione, esaminando l'importanza del ruolo dell'assistente,
della segretaria e dell'igienista nel migliorare la percezione della qualità dello studio da parte del paziente. Titolo della
relazione: "Comunicare se stessi: aspetto e comportamento professionale".
Privilegiare l'aspetto tecnico-operativo-gestionale, riducendo i tempi necessari alla comunicazione, all'informazione e soprattutto
all'ascolto del paziente, non è sufficiente ad instaurare un rapporto empatico col paziente.
Fatta saldo l'indispensabilità di un elevato grado di competenza professionale, amplificata dal lavoro sinergico del gruppo, la
relatrice ha sottolineato l'importanza della cura meticolosa di un aspetto congruo alla professione (la divisa, i capelli, le mani,
le unghie, i denti e le gengive).
Comunicare non è facile, ma avviene sempre e comunque, perché tutto parla di noi: il paziente percepisce e valuta la nostra
professionalità anche attraverso il nostro aspetto, il modo di proporci a lui, il nostro comportamento all'interno della squadra
dentale e la cura degli ambienti non soltanto di quelli operativi.
Il Dr. Davide Raddi e il Dr. Fabrizio Volpe hanno svolto una relazione su "La chirurgia odontostomatologica nel
paziente con coagulopatie congenite".
La presenza di una coagulopatia congenita, in modo particolare l'emofilia, costituiva in epoca relativamente recente, un'importante
ostacolo all'esecuzione in ambito ambulatoriale di manovre ancorché semplici di chirurgia orale quali le avulsioni dentarie.
Attualmente, la migliorata conoscenza dei processi fisiopatologici alla base delle diverse coagulopatie unitamente alla disponibilità
di presidi farmacologici atti ad ottenere un'adeguata emostasi consentono, per buona parte di questi pazienti, il trattamento
chirurgico anche in ambito ambulatoriale od in regime di ospedalizzazione diurno.
La Dott.ssa Valentina Giuliani e il Dr. Leonardo Pini Prato hanno invece svolto una relazione su la "Terapia
endodontica del dente con apice immaturo". Il maggior problema nella terapia endodontica del dente ad apice immaturo con polpa
necrotica è rappresentato dalla difficoltà di realizzare un sigillo tridimensionale del canale radicolare.
Nel passato l'obiettivo della terapia era quello di promuovere la formazione di una barriera mineralizzata in corrispondenza
dell'apice dell'elemento dentale attraverso medicazioni intracanalari ripetute a base di idrossido di calcio. Il limite maggiore di
questo protocollo è rappresentato dalla durata della terapia da 3 a 21 mesi.
Attualmente è disponibile sul mercato un nuovo materiale: il Mineral Trioxide Aggregate (MTA) si tratta di un cemento a base di silicato
tricalcico con buone capacità sigillanti, resistente all'infiltrazione, biocompatibile e che indurisce in presenza di umidità dopo
circa 4 ore dal posizionamento. Dopo un'attenta detersione del canale l'MTA consente di realizzare, già dalla prima seduta, un
apical plug, ovvero un sigillo apicale che fornisce uno stop artificiale al materiale da otturazione.
Per realizzare al meglio la terapia il protocollo dell'apical plug con MTA prevede l'uso di appositi strumenti (es. Carrier di
Dovgan) oltre all'ausilio di mezzi ingrandenti come il microscopio operatorio, risulta quindi di fondamentale importanza la
collaborazione tra medico e assistenti alla poltrona.
› Resoconto in formato PDF
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